Milano, 22 giugno 2011 – Carriera o figli? Le donne italiane sono ancora costrette a una scelta?
InfoJobs.it, la principale realtà in Italia e in Europa nel settore del recruiting online per numero di offerte di lavoro, traffico Internet e numero di CV in database, documenta in numeri quanto molte donne conoscono e sperimentano sulla propria pelle da tempo: in Italia la condizione delle "mamme che lavorano" mostra ancora molte zone d'ombra.
Dal sondaggio di InfoJobs.it emerge che le donne si trovano ad affrontare considerevoli rinunce nella vita professionale quando scelgono di avere dei figli. Il 34,5% degli intervistati dichiara di aver rinunciato personalmente (o che la propria compagna ha rinunciato) al lavoro per rimanere a casa a badare ai figli, il 17,2% ha rifiutato un posto di lavoro perché la teneva troppo lontano dalla famiglia (a causa di trasferte frequenti e orari di lavoro impegnativi) e il 13,8% ha rinunciato ad un lavoro troppo distante da casa. Un rapido confronto con l'anno precedente mostra come la scelta di rimanere a casa a curare i figli sia tendenzialmente in aumento tra le donne italiane (nel 2009 erano il 22%, nel 2010 il 31%).
Il giusto equilibrio tra realizzazione professionale e familiare richiede impegno personale e tutele da parte della legge e delle aziende. Il 66,67% avverte che, al di là delle legislazioni, nelle aziende non ci sia adeguato sostegno alla maternità, rendendo difficile per le mamme che lavorano gestire questo doppio ruolo. Il 20,83% ritiene adeguato il livello di tutele e garanzie, mentre il 12,5% valuta persino eccessivo il grado di assistenza aziendale verso le madri di famiglia. Fortunatamente la comparazione con il 2010 mostra che la percezione di tutele adeguate è in aumento (l'anno scorso l'87% dichiarava che non ci fosse abbastanza sostegno da parte dei datori di lavoro).
Rimane diffusa la percezione che le mamme siano discriminate sul posto di lavoro. Le difficoltà incontrate dalle donne con figli nel conciliare compiti all'interno della società e della famiglia non risulterebbero, però, in un peggioramento delle performance al lavoro. Il 66,67% dei partecipanti al sondaggio di InfoJobs.it, infatti, dichiara che la condizione di "mamma che lavora" non incide sulla qualità del lavoro delle donne, le quali tendono a non avvantaggiarsi delle garanzie di legge e dell'eventuale benevolenza di capi e colleghi, continuando a svolgere il loro ruolo in maniera professionale. Solo il 33,33% crede che, al contrario, le mamme ne abusino, con ripercussioni sulla qualità del loro lavoro. Quest'ultimo dato risulta in aumento rispetto al 2010, quando un contenuto 19% rilevava un abuso di privilegi nelle colleghe con figli.
Infine un dato allarmante evidenzia che il 90,91% è convinto che la "mamma che lavora" sia penalizzata in termini di carriera, ruolo e retribuzione rispetto a un pari livello senza figli (nel 2010 la percentuale si attestava intorno al 71%). Il restante 9,09% si divide equamente tra chi crede che sia trattata in modo identico (4,55%) e chi pensa invece che addirittura sia in qualche modo avvantaggiata (4,54%). Soltanto un anno fa il 26% sosteneva ci fosse un identico trattamento sul posto del lavoro tra donne con o senza figli. Oggi la maggior parte degli intervistati si sposta su posizioni più "pessimiste".